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ANTOKALY VANIGLIE RARE DEL MADAGASCAR
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Il vocabolario del mestiere

Glossario della vaniglia

Ecco i termini che incontrerete nelle nostre pagine e negli scambi con gli chef. Ogni voce dà la definizione, poi rimanda alla pagina che la sviluppa.

La pianta

Vanilla planifolia
La specie principale della vaniglia coltivata. Il suo registro è intenso, legnoso, burroso, cacaotato, a volte rum e uvetta, con altre note secondo il terroir che la porta.
Vanilla tahitensis
Una seconda specie coltivata, dal registro più chiaro. Si mostra floreale, fruttata, anisata o mielata secondo il suo ambiente e la sua conduzione.
Vanilla pompona
La terza specie lavorata da ANTOKALY. I suoi baccelli sono più larghi e più grandi, alcuni raggiungono trenta grammi.
Vaniglia selvatica
Una vaniglia che cresce e si riproduce senza intervento umano. Il Madagascar ne conta diverse specie, dalle rocce del nord ai cespuglieti spinosi del grande sud.
Afilla
Senza foglie. Sette vaniglie selvatiche malgasce portano fusti verdi e spessi, ridotti a squame là dove una Planifolia dispiega le sue foglie. La siccità ha scolpito questa forma.
Liana
La vaniglia è un'orchidea rampicante. Sale verso la luce appoggiandosi a un tutore, vivo o no. Nelle nostre parcelle, questo tutore è un albero.
Agroforestazione
Una coltivazione condotta sotto copertura forestale, dove la vaniglia è associata a spezie, ad alberi da frutto e a tutto ciò che la foresta porta intorno a sé. Questo ambiente vivo partecipa all'equilibrio della parcella e al modo in cui la liana matura.
Talea
Un frammento di liana che ridà una pianta intera. La vaniglia coltivata si moltiplica così, senza seme, e ogni parcella discende da un piccolo numero di piante d'origine. È per talea che la liana ha lasciato il golfo del Messico per le serre d'Europa e poi per l'oceano Indiano.
Vanillon
Il nome dato a una Vanilla pompona di piccolo calibro. Il baccello è corto e largo, il suo registro tende alla frutta candita e al tabacco. La parola figura nei listini di mercato dell'Ottocento, quotata a parte rispetto alla vaniglia Bourbon.

Il gesto

Impollinazione manuale
Nella vaniglia, l'organo maschile e l'organo femminile occupano la stessa colonna, separati da una sottile membrana, il rostello. Le fecondazioni spontanee esistono ma restano rare. La mano supera questa parete e porta la regolarità che una coltivazione richiede.
Marieuse
Colei che feconda i fiori a mano, uno per uno, alle prime luci. Una sola mattinata può contarne 1.500.
Fecondazione artificiale
Il termine ottocentesco per l'impollinazione manuale. La prima traccia scritta risale al 1836, in una serra di Liegi. Quello che Edmond Albius porta qualche anno dopo sull'isola Bourbon è la forma del gesto che regge su un'intera piantagione.

La preparazione

Scottatura
I baccelli sono immersi brevemente in un bagno caldo. Lo shock termico avvia l'attività enzimatica e apre il ciclo aromatico.
Essudazione
I baccelli riposano in casse coperte. Il calore trattenuto prolunga la reazione enzimatica e avvia l'imbrunimento.
Essiccazione
Un'esposizione al sole per qualche ora al giorno, poi una fase lenta all'ombra su graticci ventilati. L'umidità si ritira, la struttura si rassoda, gli aromi si concentrano.
Maturazione
Il tempo lungo che segue l'essiccazione, chiamato anche affinamento. Gli oli si fondono, le note secondarie compaiono, la lunghezza si installa. È in quel momento che l'origine diventa pienamente leggibile.

Il baccello

Baccello fesso naturalmente
Un baccello giunto a piena maturità sulla liana, la cui capsula si è aperta da sé per il lungo. Dopo la preparazione, dà un'infusione generosa, rotonda e fusa.
Baccello intero
Un baccello raccolto prima dell'apertura della capsula. Il suo involucro chiuso trattiene la materia e dà un'espressione più trattenuta all'inizio.
Brina
Una cristallizzazione naturale della vanillina sulla superficie del baccello. Si forma su baccelli molto carichi di vanillina, la cui molecola cristallizza a contatto con l'aria.
Marokintana
Il nome che ANTOKALY dà ai baccelli portatori di brina. Possono essere fessi o interi e si distinguono per una intensità aromatica particolare.
Vanillina
La molecola più riconoscibile dell'aroma di vaniglia, formata durante la preparazione. La brina compare a partire da un tenore del 2,3%.

L'origine

SAVA
La regione del Nord-Est del Madagascar dove ANTOKALY è radicata. Una regione maggiore della vaniglia malgascia, segnata dai rilievi, dalle foreste, dall'umidità tropicale e da una cultura tramandata nel tempo.
Vaniglia Bourbon
Un nome che rimanda all'oceano Indiano e alle vaniglie di tipo Vanilla planifolia, coltivate in particolare in Madagascar e alla Riunione, un tempo chiamata isola Bourbon. Dà un'origine, il lotto racconta la materia.
Tlilxochitl
Il nome nahuatl della vaniglia, formato su tlilli, il nero, con xochitl, il fiore. Designa il baccello essiccato, nero e lucente, non il fiore della liana. Le prime fonti europee lo riprendono prima di sostituirvi una parola propria.
Vainilla
Il diminutivo spagnolo di vaina, la guaina. Descrive la forma del baccello, non il suo profumo né il suo colore. Da questa parola vengono l'italiano vaniglia, il francese vanille e l'inglese vanilla.
Mazzo di 50 steli
L'unità di vendita della vaniglia alla fine del Seicento. Il caffè si pesava a quintali mentre la vaniglia si contava a stelo, legata in mazzo all'uscita dall'essiccazione. Un editto del gennaio 1692 ne fissa il prezzo massimo a 18 lire.
Nosy Be
L'isola del nord-ovest del Madagascar dove la coltivazione della vaniglia si insedia per prima, a partire dal 1870. La produzione passa poi alla costa nord-est, che diventerà la SAVA. È lì che la liana ha trovato il suo terreno.
ANTOKALY

Vaniglie rare del Madagascar

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